venerdì 19 ottobre 2012

Il modello di autocertificazione per gli appalti

Autocertificazione.
Sembra questa la parola chiave per le imprese appaltatrici che vogliono stare al riparo dai problemi connessi alla responsabilità di quelle subappaltatrici su mancati versamenti di Iva e contributi. Si possono così sbloccare (dall'11 ottobre scorso) i pagamenti delle prestazioni rese in contratti di appalto e subappalto stipulati dal 12 agosto.
Lo ha chiarito la C.M. n.40/E e ieri lo ha ribadito l'Ance. La circolare ha confermato che l'asseverazione alla regolarità degli adempimenti da parte di commercialisti, consulenti del lavoro e responsabili Caf è solo una facoltà. E non ci sono ostacoli normativi all'uso di dichiarazioni sostitutive di certificazione, rese ai sensi dell'art.46 del DPR n.445/00 (Bassanini-quater sulla semplificazione amministrativa), con cui l'appaltatore e/o il subappaltatore, consapevoli delle sanzioni penali per falsa dichiarazione, attestano il regolare adempimento degli obblighi richiesti. La "solennità" dell'attestazione dovrebbe impedire che gli organi di controllo mettano in dubbio la buona fede di chi riceve la certificazione (salvo conclamata complicità) come, invece, si ha notizia che talvolta avvenga con le dichiarazioni d'intento ai fini Iva (viene presunto che il destinatario "non poteva non sapere" che la controparte mentiva).

Scarica: Ebook "Appalti e responsabilità solidale: adempimento degli obblighi fiscali" completo di fac-simile di autocertificazione

Fonte: Il Sole 24 Ore 19/10/2012

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